Poi
cominci a raccontarmi dei sogni che fai, e reclini il capo mentre parli, e
inchiodi lo sguardo lontanamente, a stanare le linee, i colori che premurosa
riporti in superficie.
C'è
un arco profondo che taglia le tue palpebre, e le ciglia sono tende, ed ecco
dietro grandi iridi come biscotti alla nocciola nevicati di fondente, che
profumano di vite immaginarie abilmente intrecciate a un passato che non c'è.