TAGLIETTI SULLE BRACCIA

 

  Scivolare nelle strade d’autunno a bordo del mio cappottone mi riempie di dolcezza, e un poco il nervoso si smussa.

Abitualmente racconto che il posto dove vivo è proprio schifoso. Questo non è esatto. Il mio paese si manifesta nella sua schifosaggine la domenica specialmente, quando bidoni di giovani si ammassano all’oratorio o intorno alle panchine. Ciò mi fa salire la solitudine dentro, e il disgusto; mi ricorda che la domenica sguinzagliano proprio tutti, e io devo chiudermi in casa.

Ma la mattina dopo tutto è diverso, ed anche se un po’ spiegazzato mi sento l’unico animale a cui hanno concesso di vagare liberamente. Così esco per fare la spesa.

Il marciapiede che percorro per giungere in centro è molto largo e puntellato di pini. Ci sono anche tre o quattro panchine di pietra, in estate bivacchi di bambine fiere e attendenti.

Prima del forno mi tocca passare davanti all’oratorio, allora mi faccio un po’ rigido mentre scopro ciò che resta dei giovanili convegni domenicali:niente.

 

Sei rustiche e due tartarughe per favore. Le tartarughe sono finite cosa ti do? Bé allora faccia due bastoncini, sì quelli, due bastoncini grazie…

La mia panettiera non è che mi vada proprio a genio, tutt’altro, quando entro in negozio mai che salutasse. Io dico sempre buongiorno senza ottenere risposta, allora alzo appena gli occhi al cielo, seccato, e poi li appiccico sulla pelle e sulle mani della signora.

C’è qualcosa in questa signora che mi conturba, forse l’impasto tra la petulanza della sua indelicatezza e gli occhi celesti di topo, le sue labbra di rossetto amaranto appiccicate sulla faccia bianchissima.

Le calze nere che fanno capolino dall’orlo del grembiule suggeriscono dune di carne profumata e calda. Ma ciò che più mi sconcerta, ingolosendomi, sono i suoi avambracci scoperti, dalle ossa forti, dalla pelle bianca e tesa, piena di taglietti.

Anche le mani sono cosparse di ferite. Mani enormi e contadine dalla presa micidiale, che a volte vorrei accogliessero il mio volto. Mentre le guardo afferrare michette sporte e banconote con agilità e sicurezza, penso che aspettino soltanto la sera per concedersi a gesti finalmente morbidi, alle carezze e al sonno.