LA SQUADRA DI BASKET

 

  In un campetto da basket del mio paese viene spesso ad allenarsi una squadretta di sorci campagnoli.

Quando si vede una palla arancione rimbalzare in mezzo ai campi allora stai sicuro che una decina di topolini stanno attraversando la campagna per raggiungere il paese. Capita di non vedere per qualche istante la palla rimbalzare: significa che un sorcio se l’è presa sul cragno e i compagni lo stanno rianimando. Ma solo qualche istante, appunto, poi il campioncino si riprende. Oppure è rimasto spiaccicato e pace all’animouse sua.

 

Mentre marciano verso il campo da gioco i sorcetti intonano goliardicamente una canzoncina piuttosto zozza che più o meno fa così: SQUIIT SQUITSQUIT SQUIIIIT...e mi debbo fermare che poi si fa scabrosa.

 

I sorcetti pur essendo vanitosamente individualisti non gradiscono proprio che chicchessia presenzi ai loro incontri di pallacanestro.

Una volta infatti mi ero stravaccato sulla gradinata ai bordi del campo, ansioso di assistere alle prodezze atletiche dei topolini. Ma quei bastardelli non ne volevano sapere di giocare e si abbarbicarono sui canestri: almeno finchè non mi fossi tolto dalle palle.

Allora indispettito finsi di andarmene, ma tornai poco dopo con un ghigno sardonico e con un gatto tra le braccia. Peccato che si presentò un doberman, con ghigno sardonico anch’esso.

La padrona del gatto piangeva a dirotto dal dispiacere, intanto mi riempiva di schiaffoni.

 

Da allora mi nascondo sotto la tribuna metallica e tra un gradino e l’altro riesco a vederli in santa pace. Dato che sono ancora piuttosto adirato per quella storia,