BIANCA

 

  Mi giungono le voci che Bianca perde la memoria lentamente, il suo cervello comincia a far le bizze. Vacilla. A volte penso che ciò le sia provvidenziale, salvifico. Insomma, l'arteriosclerosi, vaccino a rimorsi e tempi andati, agognato soccorso nella disfatta...conseguita serenità.

 

Bianca è stata la mia maestra elementare, allora una donna già matura, lineamenti marcati occhi aspri chioma rasa e nasone, e sempre vermiglia in faccia.

Le sue gambone si tuffavano in mocassini scuri dai tacchi quadrati, tacchi tozzi che facevano TOC TOC quando passava intorno ai banchi. Dalla casta gonna erompevano quei due tronchi di carne che s'inchiodavano al suolo, TOC TOC, e scagliavano noi bambini nello sconforto più nero.

Bianca era un autentico flagello, perché bisogna dirlo, una di quelle maestre che in nome della disciplina non esitano a menar le mani, e che mani! Mani grandi e vittoriane che si alzavano in volo per piombare in picchiata sui nostri pavidi musi...SCIAFF! L'ordine veniva ristabilito, e che diamine!

Queste azioni punitive erano spesso vere e proprie esecuzioni programmate. Inderogabili! Una volta in un tema, commettemmo tanti di quegli errori grammaticali che Bianca inverdì: decise di farcela pagare. L'onta andava tolta! Il castigo da noi deliberato - perché bisogna ammetterlo, quelli ce li faceva scegliere -, fu la classica e inflazionata strigliata d'orecchie, dolorosissimo ma necessario. Lobo destro e lobo sinistro per tutti, democrazia! Ci schierò davanti alla cattedra in fila indiana. Io ero l'ultimo. A poco a poco inverdimmo anche noi, per la strizza però. Qualcuno cominciò a frignare, a protestare senza fortuna...STROC, si udivano i primi strappi, i lamenti...STRAC! Fu come un mattatoio, e tutti si grugniva dal terrore, non c'era scampo. Bianca ci voleva scotennare, la nostra fine era prossima. Lo sterminio dei somari...Era giunto " finalmente " il mio momento, gli occhi del tiranno risplendevano di sadismo, giustizia era quasi fatta...una bella gatta da pelare io però, un osso duro: mani sulle orecchie e gambe in spalla, il dissidente, a schizzare come un bagherozzo intorno ai banchi, e alle calcagna quell'arpia col sangue acido, tanto ti piglio ti spacco non mi fuggi! La vedremo cara la mia maestrina...Alla fine ovviamente m'ha pigliato, cioè, ha assoldato i compagni già puniti perché mi stringessero nell'angolino...jene!!!

Fu una giornataccia quella, ma Bianca assolse al suo dovere ed ebbe monda la coscienza.

 

Comunque sia, dalle elementari siamo usciti tutti vivi, chi più chi meno scalcagnato...Io ad esempio conservo ancora le piaghe di quella crociata anti-asino: dito medio destro con cicatrice incorporata e lobo sinistro seghettato ( tira tira...).

Oh, Bianca...Ma in fondo non le serbo più rancore, in fondo i segni peggiori li porta addosso proprio lei, e sono quelli del tempo, della vecchiaia che se la sbrindella, e con lei la sua memoria. In fondo in fondo vorrei che almeno l'immagine di quel mio lobo tumefatto lo custodisse ancora. Ricordi Bianca? Che strappi, e quanti piagnistei! Le tue caramelle. Ricordi?